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Premio Scuola 2012 - Intervento di Lucia Terreni, Presidente della Commisione Giudicatrice

25-06-2012 10:14 - News Generiche
Qui di seguito il testo integrale dell´intervento di Lucia Terreni con le motivazioni dell´assegnazione del Premio :

PREMIO SCUOLA ROTARY - 11 MAGGIO 2012
Presidente Commissione Giudicatrice :
Lucia Terreni

Componenti Commissione:
Sabrina Carli
Gabriella Chiale
Giovanni Conforti
Paola Lupi
Gustavo Micheletti
Antonella Ruglioni

Ogni uomo è stato un bambino
di Alfonso Gatto

Ogni uomo è stato un bambino
pensate - un bel bambino.
Ora ha i baffi, la barba,
il naso rosso, si sgarba
per nulla... Ed era grazioso
ridente arioso
come una nube nel cielo turchino.
Ogni uomo è stato un monello
pensate - un libero uccello
tra alberi case colori.
Ora è solo un signore
fra tanti signori,
e non vola,
e non bigia la scuola.
Sa tutto e si consola
con una vecchia parola
IO SONO.
Chi è?
Ditelo voi, bambini ignari
che camminate con un sol piede sui binari;
e scrivete "abbasso tutti
gli uomini brutti".
col gesso e col carbone
sul muro del cantone.
Ditelo voi. bambini.
EGLI E´...
«...un gallo chioccio che fa coccodè!».

Con i versi di Alfonso Gatto, proviamo a ricordare chi eravamo ...
Alcuni di noi hanno concretizzato nella professione i sogni e le aspirazioni dell´adolescenza, altri hanno seguito strade diverse .
Personalmente mi ritengo fortunata: svolgo ancora con passione, la professione che scelsi all´asilo.
Erano gli anni del boom economico. Quel giorno arrivò in casa mia uno scatolone così spazioso che ,non appena svuotato, mi contenne ; per diverso tempo diventò la mia casetta dei giochi.
Ma cosa c´era in quel pacco pesante? Una scatola magica che mi incantò subito con le sue immagini in bianco e nero, che nel cuore rivedo a colori.
Piazzata irremovibile davanti allo schermo, la sera attendevo l´appuntamento con il mio programma preferito. Non era un cartone animato della tivù dei ragazzi. No. Io aspettavo un amico, un signore dalla faccia paciosa, vestito con l´abito buono, che insegnava lettere e suoni, aiutandosi con disegnini stilizzati fatti a carboncino su un grande blocco da disegno: era il maestro Alberto Manzi , nella trasmissione che in quegli anni tolse dall´analfabetismo un milione e mezzo di persone.
Fu così che "Non è mai troppo tardi" divenne per me " Non è mai troppo presto ", infatti imparai a leggere e a scrivere.
E incantata dalla magia della parola letta, scritta, parlata, fu allora che decisi che sarei diventata maestra. Decisione irrevocabile, scelta poi riconfermata più volte da grande e sempre con nuove e più motivate ragioni. Dunque udii la prima campanella a sei anni e ogni anno della mia vita,ininterrottamente si è ripetuto questo rito, con l´unica discriminante del mio diciannovesimo compleanno: fino ad allora avevo udito il trillo seduta al banco , ora ero in cattedra!
Ho raccontato tutto ciò perché spesso anch´io mi sono posta le domande contenute nella traccia del Premio Scuola di quest´anno " Ti sei mai chiesto perché vai a scuola ogni giorno, per tanti anni?Perché questo diritto -dovere è sancito dalla Costituzione, dalla Dichiarazione dei diritti umani così come il diritto al cibo, alla salute? Spiega quale valore universale attribuisci all´istruzione e cosa ti aspetti dal percorso scolastico che hai deciso di intraprendere."
Credo fermamente che la scuola ha un grande compito formativo , che non può essere disatteso, nemmeno in momenti difficili come quelli che stiamo vivendo.
I ragazzi nei loro elaborati hanno espresso opinioni nelle quali riconoscono il valore dell´istruzione, ma tra le righe hanno lanciato dei messaggi agli adulti.
Quali riflessioni segnalare?
Alcuni temi rivelano un ragionamento frettoloso sull´argomento assegnato, ma ciò non sempre è da attribuire a una generica superficialità. Bisogna considerare che per i nostri figli e nipoti, il necessario e il superfluo in loro possesso, sono realtà date per scontate.
Riprendo da un tema "Ci sono domande alle quali non cerchi risposta: è così e basta. Poi, col passare del tempo, la risposta arriva, lentamente: è la vita che risponde quando acquisti consapevolezza di te, del tuo essere e soprattutto del tuo agire."
In tutti gli scritti si attribuisce molto valore all´istruzione; si dice che essa
•contribuisce alla formazione integrale del soggetto
•forma e amplia il giudizio critico
•allarga gli orizzonti conoscitivi
•è un investimento per il futuro di un Paese
•rende gli uomini liberi, uguali, consapevoli
•è , con l´amore , la chiave per non perdersi nei pericoli della vita(com´è scritto in un originale elaborato che fa pensare a una sceneggiatura televisiva)
•è il luogo privilegiato per lo sviluppo delle relazioni, dell´amicizia.
Ma quali critiche affiorano verso la Scuola, istituzione tradizionalmente deputata all´istruzione?
•Spesso è noiosa
•È scarsamente attuale
•Propone programmi pesanti
•Non sempre riesce a far emergere i talenti di ciascuno
•Richiede sacrifici non compresi dagli alunni
Riguardo alle scelte future, emergono motivazioni indotte ( come seguire una tradizione familiare),altre tipiche dell´età(desiderio di viaggiare e conoscere luoghi e persone, volontà di essere utile all´umanità tutta), altre purtroppo ormai quasi illusorie (come quella di accedere al cosiddetto posto fisso).
Nell´incertezza , molti dei giovani autori sono orientati verso il liceo, consapevoli della necessità di una buona preparazione e dell´opportunità di rimandare la scelta definitiva a tempi più maturi.
Ma pur nella consapevolezza che la Scuola non è più l´unica depositaria del sapere ,e che deve interagire con le altre Istituzioni, Enti, mezzi di comunicazione che comunque hanno un ruolo nella formazione dell´individuo ,può essa rispondere alle aspettative dei ragazzi,?
La mia risposta è sì, come quella di chi ancora in essa lavora seriamente e con passione, ed aggiorna la sua pedagogia, la didattica disciplinare e la metodologia.
La Scuola non può basarsi solo sull´attualità, perché ci sono altri mezzi più veloci di lei.
Non può essere puramente trasmissiva: le teste non sono vasi da riempire con uno svariato numero di nozioni, per questo ci sono le enciclopedie.
Non può diventare un " progettificio " dove in base alle mode si affrontano gli argomenti più disparati, magari slegati, che non costruiscono sapere.
Dunque cosa deve fare la Scuola?
" Il maestro non può insegnare pensieri, ma deve insegnare a pensare" ( Kant)
Con quali tempi? Lenti: occorre recuperare la lentezza della riflessione.
Come? Con una metodologia che metta lo studente( con le sue caratteristiche e il suo vissuto) al centro del processo di apprendimento e che lo induca a problematizzare.
E che cosa insegnare?
Occorre operare delle scelte, ed è qui che entra in gioco la professionalità del docente: gli insegnanti dovranno ricercare i nuclei fondanti delle discipline e insistere su quelli per costruire il sapere, progettando e attuando un curricolo verticale che sviluppi le competenze e i processi di maturazione , attento ai bisogni culturali delle nuove generazioni.
Questo è quello che si fa da più di un decennio nel Circolo Didattico di Vinci, dove lavoro e verso il quale ho un forte senso di appartenenza, condividendo pienamente la didattica laboratoriale .
E questo è ciò che pensa una maestra ... o, se volete rituffarvi nel vostro passato scolastico ...
"... questo lo ha detto la maestra!"

MOTIVAZIONE del premio
È un tema frutto di riflessione personale, nel quale le idee sono state espresse in modo chiaro ed organico. L´elaborato è delicato, svolto con molta sensibilità. È quasi una pagina di diario, nella quale l´adolescente si apre con fiducia al domani facendo tesoro dei valori che la famiglia e la scuola le hanno trasmesso.

Lucia Terreni

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